Milan, parla Emerson Royal: “Adesso i rossoneri hanno un guerriero su cui contare”
Emerson ha scelto il Milan a tutti i costi, riconoscendo che era la scelta migliore per lui, e il club ha pazientemente atteso che il Tottenham accettasse l’offerta di 15 milioni di euro. Emerson è determinato a ritrovare la forma che aveva mostrato al Betis Siviglia e a Londra sotto la guida di Antonio Conte, che lo considerava un titolare indiscusso prima dell’arrivo di Postecoglou: “Arrivo al Milan in grande forma e con molta motivazione. Sarò un guerriero su cui contare. L’allenatore conosce le mie qualità: so attaccare e difendere con intensità, esattamente come piace a lui.”
Accanto a Emerson, durante la presentazione, c’era anche Zlatan Ibrahimovic, che ha introdotto il nuovo acquisto con il soprannome di “Black Panther”: “Lo seguivamo da tempo e lo abbiamo portato al momento giusto. È un giocatore fisico, sia in fase offensiva che difensiva, e gioca con grande intensità e grinta. Con Emerson diventiamo ancora più forti. Era uno degli obiettivi di mercato e ora è finalmente qui. Questo è il quinto giorno della creazione divina dei sette, e siamo entusiasti e carichi,” ha aggiunto Ibra, facendo riferimento al suo ormai famoso conteggio dell’estate milanista. Anche se mancano ancora due giorni per arrivare a sette, Ibra ha precisato che ciò non significa necessariamente l’arrivo di altri due giocatori: “Per costruire un mondo non serve solo chi entra. Stiamo seguendo una strategia precisa per rinforzare la squadra, con profili specifici. Un centrocampista? Potrebbe essere, vogliamo costruire una squadra compatta, soprattutto in fase difensiva con Emerson e Pavlovic. Poi vedremo, forse c’è spazio per qualcos’altro. Stiamo lavorando.”
Fofana sembra essere il prossimo obiettivo, ma Ibra ha anche raccontato di aver moderato l’entusiasmo del proprietario Gerry Cardinale: “Gerry è in città, abbiamo avuto riunioni ieri e oggi. Vuole che si spenda di più, ma io dico di no, spendiamo solo ciò che serve per rinforzare la squadra.” Questo sì che è inusuale: un presidente che vuole spendere di più e un dirigente che preferisce la cautela.