Non c’è più spazio per promesse, rinvii o illusioni. Il tempo è scaduto e chi ha gestito il Messina non può più sottrarsi alle proprie responsabilità. Come riportato dalla Gazzetta del Sud, i giorni indicati da Stefano Alaimo per lo sblocco dei fondi sono trascorsi senza che nulla sia cambiato.
La situazione economica del club resta drammatica: ai contributi e alle ritenute fiscali non pagate dieci giorni fa si aggiungono nuove scadenze, comprese quelle legate al cosiddetto “salva calcio”, che potrebbero aggravare ulteriormente il quadro finanziario.
L’assenza di una guida aumenta il caos
Ma ciò che preoccupa ancora di più è l’assenza di una guida. Pietro Sciotto continua a mantenere un silenzio totale, un atteggiamento che alimenta ulteriormente il caos attorno alla società.
Come sottolineato dalla Gazzetta del Sud, Sciotto non si è nemmeno presentato, né ha inviato un suo rappresentante, all’incontro convocato dal sindaco Federico Basile nello studio del notaio Silverio Magno. Quella riunione avrebbe potuto rappresentare un’occasione per fare chiarezza, ma l’assenza della precedente proprietà ha lasciato tutti in sospeso.
Le alternative c’erano, ma sono state ignorate
Eppure, le soluzioni non mancavano. Già a dicembre, Sciotto aveva avuto interlocuzioni che avrebbero potuto garantire al Messina una chiusura di stagione senza patemi economici.
Invece, la scelta è ricaduta su AAD Invest Group, una fiduciaria lussemburghese che finora non ha fornito le garanzie necessarie per risolvere i problemi economici del club.
Situazione sempre più critica
Con il passare dei giorni e senza un piano chiaro per affrontare le emergenze finanziarie, il rischio è che il Messina scivoli in una crisi ancora più profonda.
Il tempo è davvero scaduto: servono risposte immediate per evitare un epilogo disastroso.