Dirigenti condannati per associazione a delinquere: la società riparte dalla Serie B | Le intercettazioni condannano l’Inter
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Ancora bufera social sull’Inter e paragoni con le condanne ricevute dalla Juventus in due diverse occasioni.
Negli ultimi mesi, il calcio italiano è stato scosso da un‘inchiesta riguardante i gruppi ultras di Inter e Milan. A settembre 2024, le autorità hanno arrestato 18 leader delle curve di entrambe le squadre con accuse gravi, tra cui estorsione nella vendita dei biglietti, gestione illecita dei parcheggi e delle vendite di bevande e oggetti nei pressi dello stadio San Siro, oltre a violente risse tra gruppi rivali.
Come riporta “Il Fatto Quotidiano” nel caso dell’Inter, le indagini hanno rivelato legami tra il gruppo ultras della Curva Nord e la ‘ndrangheta calabrese, in particolare con il clan Bellocco. Un episodio significativo è stato l’omicidio di Antonio, membro della famiglia Bellocco, avvenuto all’inizio di settembre 2024 dopo una lite con Andrea Beretta, capo ultras accusato di aver inflitto 21 coltellate alla vittima.
Per quanto riguarda il Milan, tra gli arrestati figura Luca Lucci, noto leader della Curva Sud con precedenti penali per traffico di droga e aggressioni violente. Lucci era tornato allo stadio proprio in occasione del derby milanese, dopo aver scontato diverse condanne.
Un aspetto particolarmente allarmante emerso dall’inchiesta riguarda le pressioni esercitate dagli ultras sull’Inter per ottenere un maggior numero di biglietti per le partite di rilievo. In una conversazione intercettata, Marco Ferdico, leader ultras interista, ha comunicato di non sostenere la squadra durante la finale di Coppa Italia, a causa della riduzione dei biglietti concessi per la finale di Champions League.
La bufera social sui nerazzurri
Sui social, molti utenti stanno tracciando paralleli tra l’attuale inchiesta che coinvolge l’Inter e lo scandalo Calciopoli che interessò la Juventus nel 2006. In particolare, l’inchiesta “Doppia Curva” ha messo in luce legami tra tifosi e criminalità organizzata. Questa situazione ricorda a molti lo scandalo che colpì la Juventus, dove emersero connessioni tra dirigenti e ambienti mafiosi, sollevando dubbi sull’integrità del calcio italiano.
Le discussioni online evidenziano come entrambe le vicende abbiano scosso profondamente il mondo calcistico italiano, mettendo in risalto problematiche legate alla gestione dei club e all’influenza di gruppi esterni. Gli utenti sottolineano che, sebbene le dinamiche specifiche differiscano, il denominatore comune è l’infiltrazione della criminalità organizzata nel calcio.
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Il nodo intercettazioni
Nel 2006, lo scandalo Calciopoli scosse il calcio italiano, portando a provvedimenti drastici come la retrocessione della Juventus in Serie B e sanzioni per altri club. Le decisioni si basarono principalmente su intercettazioni telefoniche che rivelavano tentativi di influenzare le designazioni arbitrali.
Tuttavia, così come riporta “Goal.com”, durante il processo penale a Napoli tra il 2008 e il 2011, emersero nuove intercettazioni non considerate nel procedimento sportivo del 2006. Queste coinvolgevano dirigenti di altri club, tra cui l’Inter. Nonostante ciò, tali intercettazioni non furono utilizzate nel processo sportivo originale, poiché emerse successivamente e i presunti illeciti erano già caduti in prescrizione.