Dionisi è intervenuto in conferenza: «Contro il Sassuolo serviranno coraggio, cinismo e il sostegno dei tifosi»

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Dionisi (LaPresse) www.goalsicilia.it

Alla vigilia della sfida contro la capolista Sassuolo, Alessio Dionisi è intervenuto in conferenza stampa per presentare il match in programma domani pomeriggio al “Renzo Barbera”. Il tecnico rosanero ha sottolineato le difficoltà dell’impegno, ribadendo la necessità per il Palermo di confermarsi dopo le buone prove offerte nelle ultime settimane.

«Viene la partita più difficile, ci dobbiamo confermare. Affrontiamo la squadra migliore del campionato, non sarà facile» ha dichiarato Dionisi. Il tecnico ha evidenziato i miglioramenti offensivi rispetto al girone d’andata, pur ammonendo sulla necessità di maggiore compattezza difensiva: «Abbiamo alzato il numero di gol presi, concedendo qualcosina in più. Col Sassuolo sarà difficile non concedere nulla, i ragazzi fanno il massimo ma possiamo essere ancora più applicati».

Guardando alla recente vittoria contro la Salernitana, Dionisi ha lodato la solidità della squadra: «Siamo stati ordinati per 90 minuti, abbiamo concesso poco anche nel secondo tempo. Non possiamo dominare per 95 minuti. Veniamo da una gara fatta bene, ma è molto poco per quello che vogliamo». Il tecnico ha anche evidenziato l’importanza di chiudere le partite: «Contro la Salernitana abbiamo sbagliato a non segnare il terzo gol».

Sull’avversario di turno, Dionisi ha respinto l’idea di un Sassuolo rilassato: «Me l’aspetto come l’ho visto nelle ultime partite, in ogni transizione vanno in porta. Non verranno con la pancia piena, vorranno far meta. Li rispettiamo, ma abbiamo le nostre possibilità».

L’obiettivo dichiarato del Palermo resta la qualificazione ai playoff: «Siamo noi che ce la dobbiamo giocare. Il Sassuolo sta facendo un altro campionato. Noi potevamo fare di più, ma non è tempo di guardare indietro. L’obiettivo prima era diverso, ora la squadra è cresciuta e abbiamo ancora modo di dimostrarlo. La fortuna non viene a caso, dovremo essere bravi e cinici».

Sul piano della formazione, Dionisi ha spiegato che tra Gomes, Blin e Ranocchia due saranno titolari: «Non è importante quanto si gioca, chi entra deve fare di più grazie a chi è in campo. Dovremo difenderci ma anche fare la partita. I centrocampisti partecipano a tutte le fasi». Il tecnico ha inoltre sottolineato che le sostituzioni avranno un ruolo chiave: «Le farò sempre, chi non gioca è all’altezza di chi gioca. Non sempre chi è entrato ha dato il miglior contributo, ma ho fiducia in tutti».

Grande attenzione anche ai giovani, con parole di elogio per Nicolosi: «È un ragazzo serio, con qualità, all’inizio del suo percorso. Meritava un premio, che è anche un riconoscimento per tutto il settore giovanile». A proposito della trequarti, Dionisi ha ricordato che per il ruolo occupato da Segre contro la Salernitana ci sono anche le opzioni Verre e Insigne: «Jacopo ha fatto bene, si sta allenando bene, ma non è l’unica possibilità».

Per quanto riguarda l’infermeria, buone notizie su Pierozzi e Lund: «Pierozzi ha avuto un problemino contro la Salernitana, ora si allena normalmente. Lund ha qualità tecniche e mentali, è un martello. Per sua volontà ha svolto un doppio allenamento. Deve crescere caratterialmente, non riesce ancora a superare l’errore, ma spero che la prestazione di Salerno sia stata un toccasana per lui».

Dionisi ha poi rivolto un appello ai tifosi: «Fischi? Condizionano se arrivano mentre i ragazzi giocano. In campo non si mettono solo le qualità tecniche e tattiche, tutto passa dalla testa. Se la squadra avesse più leggerezza si esprimerebbe meglio, ma i calciatori sono pagati per andare oltre le difficoltà. Speriamo che i tifosi siano tantissimi col Sassuolo».

Infine, il tecnico ha espresso parole di stima per Fabio Grosso, allenatore del Sassuolo: «Stimo Grosso, sta facendo un buon lavoro. Da giocatore mi ha fatto sognare, penso al gol contro la Germania. Ora fa l’allenatore e lo fa bene». Dionisi ha concluso ricordando anche la propria esperienza personale a Sassuolo: «Ho passato lì due anni, con alti e bassi. Sono ricordi che fanno parte dell’esperienza, ma ora sono l’allenatore del Palermo e mi piacerebbe tanto vincere».