“Condannati dalla giustizia sportiva”: svelati gli illeciti della Juventus | Così la società falsificava il bilancio

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Juventus Stadium (LaPresse) Goalsicilia

Continua la bufera social sulla Juventus e sui recenti problemi con la giustizia sportiva che hanno colpito il club bianconero. 

L’Operazione Prisma è un’indagine avviata dalla Procura di Torino nel maggio 2021, focalizzata sulle attività finanziarie della Juventus Football Club. L’inchiesta si concentra su presunte irregolarità legate alle plusvalenze, ovvero la compravendita di calciatori a valori considerati gonfiati, e sulla cosiddetta “manovra stipendi“, relativa alla gestione dei salari dei giocatori durante la pandemia da COVID-19. Le ipotesi di reato includono false comunicazioni sociali ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Nel novembre 2021, la Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni nella sede della Juventus, acquisendo documenti relativi ai trasferimenti di calciatori e ai bilanci societari. Tra gli indagati figurano l’allora presidente Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved e altri dirigenti. L’obiettivo delle autorità era raccogliere prove sulle presunte plusvalenze fittizie e sulla gestione degli stipendi dei giocatori. ​

Le indagini hanno portato alla luce operazioni di mercato sospette, in particolare scambi di calciatori con altre società senza effettivi movimenti di denaro, che avrebbero permesso di registrare plusvalenze artificiali nei bilanci. Inoltre, è emersa la cosiddetta “carta Ronaldo“, un documento riguardante accordi economici con Cristiano Ronaldo che non sarebbe stato ufficialmente registrato. ​

A seguito delle indagini, nel luglio 2024, la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per una decina di persone, con accuse di aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza e false fatturazioni. Il processo non si è ancora tenuto ma non è affatto da escludere che venga chiesta l’archiviazione.

I dirigenti juventini coinvolti

L’inchiesta “Prisma” sulla Juventus, avviata nel maggio 2021, ha posto sotto indagine diversi membri della dirigenza bianconera. Tra gli indagati figurano il presidente Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved, il Chief Financial Officer Stefano Cerrato, l’ex responsabile dell’area sportiva Fabio Paratici e gli ex Chief Financial Officer Marco Re e Stefano Bertola. Successivamente, è stato coinvolto anche Cesare Gabasio, legale della Juventus. ​

Dopo l’addio di Beppe Marotta, la Juventus ha riorganizzato la propria struttura dirigenziale, affidando l’area sportiva a Fabio Paratici. Tuttavia, secondo alcune indiscrezioni riportate da vari quotidiani, sono emerse preoccupazioni interne riguardo alle operazioni condotte, con dirigenti come Federico Cherubini che hanno espresso dubbi sulle strategie adottate.

Maurizio Arrivabene (LaPresse) Goalsicilia

I provvedimenti della giustizia sportiva

L’inchiesta “Prisma” ha portato la giustizia sportiva a infliggere una penalizzazione di 15 punti alla Juventus nel campionato di Serie A. Inoltre, diversi dirigenti sono stati sanzionati: Fabio Paratici con 30 mesi di inibizione, Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene con 24 mesi ciascuno, Federico Cherubini con 16 mesi, mentre Pavel Nedved e altri membri del consiglio di amministrazione hanno ricevuto 8 mesi di inibizione.

Sui social media, le discussioni si sono intensificate riguardo alle sanzioni imposte alla Juventus e ai suoi dirigenti. Molti tifosi bianconeri hanno espresso il loro sostegno alla squadra. Questa ondata di solidarietà evidenzia come, quando si tratta di grandi club, le piattaforme social diventino spesso il teatro principale di dibattiti accesi e manifestazioni di supporto o critica.