“Bevevo e usavo sostanze stupefacenti”: dopo la Serie A un declino inesorabile | La lotta tra la vita e la morte

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Torino-Juventus (LaPresse) Goalsicilia

Poco tempo fa protagonista in Serie A, poi la lotta con le dipendenze e per la vita. Il racconto del calciatore ha scosso tutti. 

Diversi ex calciatori di Serie A hanno affrontato problemi legati all’abuso di alcol e droghe, influenzando negativamente le loro carriere e vite personali. Andy van der Meyde, ex ala dell‘Inter, ha ammesso di aver avuto una vita sregolata durante la sua permanenza in Italia e Inghilterra. In un’intervista ha rivelato: “Alcol e cocaina, ho rischiato la morte”. Questi eccessi hanno compromesso la sua carriera e la sua salute.

Fabio Macellari, ex terzino sinistro di Cagliari e Inter, ha raccontato di aver dilapidato una fortuna in vizi, auto e donne. Ha dichiarato: “Ho toccato il fondo e sono ripartito“. La sua dipendenza da alcol e droghe ha segnato profondamente la sua vita professionale e personale.

Adriano noto come “L’Imperatore”, durante la sua esperienza all’Inter ha affrontato gravi problemi personali, tra cui la perdita del padre, che lo hanno portato a rifugiarsi nell’alcol. Nonostante i tentativi del club di aiutarlo, incluso l’invio in una clinica di riabilitazione in Svizzera, la sua carriera è stata compromessa da questi problemi.

Paul Gascoigne, centrocampista inglese con un passato nella Lazio, ha lottato a lungo contro l’alcolismo. Nel 2014 è stato trovato accasciato vicino al suo appartamento con una bottiglia di gin in mano e ricoverato in ospedale. Nonostante vari tentativi di riabilitazione, le sue dipendenze hanno avuto un impatto significativo sulla sua carriera e sulla sua vita.

Difficile reggere le pressioni

Nel mondo del calcio, l’attrazione verso le dipendenze può essere ricondotta a diversi fattori psicologici e ambientali. La pressione costante per mantenere alte prestazioni, unita a un’attenzione mediatica incessante, può generare stress e ansia nei giocatori.

In questo contesto, alcuni calciatori cercano nell’adrenalina delle scommesse o in altre forme di dipendenza un mezzo per evadere dalla realtà e gestire l’angoscia. La ricerca di emozioni forti diventa quindi una valvola di sfogo per colmare un vuoto o una mancanza percepita. Questo comportamento compulsivo è legato al desiderio di trasgressione e di sentirsi vivi.

Lys Gomis (LaPresse) Goalsicilia

La drammatica storia di Gomis

Lys Gomis, ex portiere tra le altre del Torino, ha vissuto una carriera promettente in Serie A, culminata con l’esordio nel 2013. Tuttavia, un grave infortunio al ginocchio nel 2020, ha segnato l’inizio di un periodo oscuro. La fine prematura della carriera calcistica ha portato Gomis a confrontarsi con sentimenti di fallimento e depressione, spingendolo verso l’abuso di alcol e sostanze stupefacenti.
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Dopo un percorso di disintossicazione di cinque mesi, Gomis è riuscito a riprendere il controllo della propria vita. Determinato a trasformare la sua esperienza in un messaggio positivo, ha avviato il progetto “Io dico di no“, focalizzato sulla prevenzione delle dipendenze. Come ha dichiarato lo stesso Gomis: “Questo è il mio nuovo scopo di vita: aiutare tramite la prevenzione andando a fare conferenze nelle scuole e nei centri sportivi, lasciando un messaggio di sanità mettendoci la faccia come ho sempre fatto